Lo scorso 17 ottobre è stato approvato, da parte del Consiglio dei Ministri, il Disegno di Legge recante il bilancio di previsione dello Stato per il prossimo anno finanziario, che prevede un intervento di circa 18 miliardi di euro. La Legge di Bilancio 2026 interessa da vicino le aziende e i dipendenti, perché una delle misure principali riguarda il taglio al cuneo fiscale, il cui intento è quello di ridurre il divario tra il costo del lavoro sostenuto e lo stipendio netto percepito in busta paga dai lavoratori, incrementando il potere d’acquisto.
Nuove aliquote Irpef: cosa cambia nel 2026 per le aziende
Il taglio dell’IRPEF riguarda nello specifico il secondo scaglione di reddito e prevede una riduzione di due punti dell’aliquota, coinvolgendo circa 13 milioni di contribuenti. Nello specifico durante l’elaborazione delle buste paga occorrerà tenere in considerazione le seguenti fasce:
- 23% per i redditi fino a 28.000 euro (come nel 2025).
- 35% per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro (2% in meno rispetto al 2025).
- 43% per i redditi superiori a 50.000 euro (come nel 2025).
Tutte le aliquote sono strutturali, inoltre è prevista una no-tax area: i dipendenti con RAL fino a 8.500 euro non percepiscono l’Irpef, così come i lavoratori autonomi fino a 5.500 euro di reddito.
Di quanto potrebbero aumentare le buste paga nel 2026?
Il taglio dell’aliquota non porterà a un costo aggiuntivo per le imprese: l’importo spettante ai dipendenti, infatti, è una detrazione fiscale e l’impresa agisce semplicemente come sostituto d’imposta. Il vantaggio economico previsto dal parziale taglio del cuneo fiscale spazierà tra 40 e 440 euro. Lo sgravio sarà più rilevante con l’aumentare dei redditi, a titolo esemplificativo:
- RAL di 30.000 euro: il risparmio annuo stimato è di 40 euro.
- RAL di 35.000 euro: il guadagno annuo sarà di 140 euro.
- RAL di 40.000 euro: l’aumento annuo sarà di 240 euro.
- RAL di 45.000 euro: i lavoratori percepiranno 340 euro in più.
- RAL di 50.000 euro: ogni mese si riceveranno circa 37 euro in più, per un totale annuo di 440 euro.
Le aziende, in qualità di sostituti d’imposta, provvederanno a un aggiornamento automatico delle aliquote e, dunque, già con l’elaborazione dei cedolini di gennaio, si noterà la novità.
Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026 per le imprese?
Le aziende che acquisteranno nuovi beni strumentali potranno beneficiare della maggiorazione del costo di acquisizione per calcolare ammortamenti e canoni di leasing nella misura del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro, del 50% per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro. La misura sarà aumentata in caso di investimenti green (220% fino a 2,5 milioni di euro, 140% tra 2,5 e 10 milioni di euro, 90% tra 10 e 20 milioni di euro).
Un’altra novità riguarda i buoni pasto elettronici per i dipendenti: la soglia esentasse passa da 8 a 10 euro. Prevista anche la proroga del rinvio delle deduzioni relative alle svalutazioni e perdite su crediti, nonché del costo dell’avviamento, connesse alla rilevazione delle imposte differite attive (DTA).
I premi di risultato e la partecipazione agli utili aziendali saranno sottoposti a una tassazione ridotta, passando dal 5% all’1%. L’aliquota di prelievo sarà del 15% per le maggiorazioni corrisposte per il lavoro notturno e per il lavoro festivo per redditi fino a 40.000 euro.
Aumenta il bonus mamme: le novità per chi ha due o più figli
Le madri di due o più figli, lavoratrici dipendenti o autonome non con regime forfettario, e con un reddito inferiore ai 40.000 euro annui, avranno diritto a un bonus di 60 euro mensili fino al compimento dei dieci anni da parte del bambino più piccolo. Si tratta di un aumento, visto che per il 2025 la misura era pari a 40 euro annui. Anche in questo caso le aziende faranno da sostituto di imposta.
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